Il treno per le Ande ci aveva portato da Cusco fino a Puno, la porta di ingresso per il Lago Titicaca. Avevamo deciso di non fare come tutti i turisti e accontentarci di una seconda classe. Le panchine erano scomodissime, ma siamo stati appagati dal poter viaggiare fianco a fianco con un mondi di Indios intorno. Apalca e lama a portata di avvistamento dal finestrino del treno. Ad ogni villaggio c'erano delle Indios che tentavano di venderci uova fresche, mais tostato e verdure varie. Ogni volta che il treno si fermava sembrava di assistere ad un vero e proprio assalto, dato che c'era subito chi cercava di venderci borsette, tappeti, camice e maglie di apalca, con un tripudio di colori e ricami.
Noi amiamo questo genere di cose, e abbiamo preferito fare incetta dei prodotti degli Indios piuttosto che comprare nei grandi centri delle città, dove ai nativi non sarebbe aspettato nulla. Sfortunatamente, durante il viaggio, abbiamo avuto anche un po' di inconvenienti al treno (che si era rotto). La pausa indesiderata ci ha però permesso di socializzare con una famiglia alle prese con la tosatura di un piccolo lama. Ci tengo molto a questi piccoli momenti. Al di là di venire a conoscenza di piccole particolarità (come il fatto che i piccoli lama non sputano) si ha l'opportunità di venire a contatto in modo diretto con le realtà quotidiane di mondi e realtà veramente lontane dal nostro. Il più prezioso dei tesori che potevamo sperare di trovare.
La tosatura del Lama ci aveva coinvolto talmente tanto da spingerci a chiedere di potere partecipare usando il loro forbicioni. Il treno nel frattempo era stato riparato: potevamo ripartire e terminare la nostra corsa. A Juliaca ci siamo arrivati in autobus, in 45 minuti. Altri tre quarti d'ora ci separavano da Puno. Puno è una città abbastanza anonima tutto sommato, ma il suo lago dalle tonalità veramente incredibili si possono incontrare etnie veramente uniche.
Ci mancava solo una visita agli Uros!
