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Tra l'oceano e le Ande

(1 post)

 
  1. giuseppeloduca
    Membro

    Anche io sono stato in Perù. Era il 1997, viaggiando con due amici.

    Lima, la città da cui è partito il nostro viaggio, è stata più bella del previsto. Io avevo sempre pensato che fosse una città abbastanza anonima, invece mi sono dovuto proprio ricredere. La zona del centro storico ha grandissimi palazzi coloniali, con balconi in legno che sporgono ad impreziosire le strade. Anche la zona commerciale era molto interessante, con tanti giovani e negozi non molto distante dal mare. Lima non sembrava proprio una città sudamericana. Sulla scogliera c'era sempre una brezza in grado di farti sentire sempre in contatto diretto con l'oceano, che entra quasi dentro il territorio facendoti dimenticare la vicinanza con le Ande.

    La prima sera abbiamo cenato in un ristorante in riva al mare, chiamato "Rota Nautica", raggiungibile tarmite un passaggio di legno (sembrava il "Gambero Rosso" di Pinocchio!). Ovviamente abbiamo richiesto una cena a base di pesce accompagnando il tutto con del Pisco Savuar. Nonostante fosse una bevanda da aperitivo non ci stancavamo di degustarlo.

    Il giorno seguente siamo partiti per Cusco. Cusco è il posto più conosciuto in tutto il mondo e suo simbolo. Questa città è veramente incredibile. La parte spagnola e la parte incas si mescolano per dare al posto una magia particolare. Le strade erano strette, spesso non percorribili in macchina. Si vedevano ancora i solchi scavati dai carri ai tempi dei conquistatores.

    Pasad Esdama è stupenda e molto coloniale. Si respirava un'aria incredibile. Visitiamo Ollantaytambo, nella Valle Sacra. L'ex cittadin Yuca è costruita completamente con massi posizionati in modo geometrico. A quanto ne so non si è mai riuscito a capire come una popolazione con minimi rudimenti di utensileria sia riuscita a costruire delle costruzioni simili. Poi terrazze su terrazze, dove viene coltivano soprattutto mais. Che sforzo umano ed ingegneristico per l'epoca! Anche in questo caso si doveva fare fronte a montagne alte migliaia di metri per renderle produttive, per sfamare la popolazione e riuscire a far crescere un grande impero. Oltre a Ollantaytambo abbiamo visitato Sacsayhuamàn. Altro posto incredibile, dove le cerimonie erano all'ordine del giorno. A Giugno, ancora oggi, ci celebra la festa dedicata al Dio Sole. L'esoticità del rituale era un po' sminuita dalla massiccia presenza di turisti. Poi Kenco, Pucarà e tutta la zona archeoligica, fino all'immancabile Machu Picchu.

    Il trenino per girare la Valle Sacra è un'esperienza veramente indimenticabile. Giallo e arancione, con pochissime carrozze, il trenino sale molto lentamente, sbuffando, verso il Machu Piccu. Eravamo arrivati fino al Pueblo, un villaggio ai piedi della montagna, dove siamo s ati attorniati da Indios che hanno cercato di vendermi veramente di tutto. C'erano tante baracche e piccoli alberghi, con la ferrovia che passava proprio in mezzo alla piazza centrale. Rivedere la stessa città più tardi dall'altura ci ha regalato un'emozione del tutto speciale. La visita delle rovine è stata accompagnata da uns silenzio quasi religioso. Si poteva respirare il mistero di quelle rovine appartenenti ad una civiltà su cui ancora c'è tanto da scoprire. I Ai lati delle rovine c'erano diversi mercatini di Indios, con i caratteristici cappelli a falde larghe e donne dalle lunghe trecce nere che scendono sulle spalle. Gli Indios vendevano diversi tipi di verdure e oggetti di artigianato locale, molto spesso su tappeti o semplicemente esponendo la loro merce per terra. Verso sera gl Indios sono tornati a casa caricando tutto l'invenduto sui camion, giunti a prenderli alla fine della giornata.

    Il giorno successivo ci avrebbe aspettato il treno per le Ande.


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