Il calendario cerimoniale e astronomico

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Il calendario cerimoniale e astronomico

a cura di Barbara Nanni

 

Nel sistema ideologico Inca si nota un interesse marcato per le osservazioni astronomiche: il che risultava dalla convinzione sia che gli dei si personificassero in un astro sia che gli astri divini influissero direttamente sugli eventi biologici, sociali e politici.
Da cui l’importanza di formare un sistema calendariale associato a rituali religiosi, ad attività sociali e lavorative di tipo periodico: l’adempimento di tali attività davano all’uomo la garanzia di conservare in tal modo l’equilibrio con tutto il cosmo, fra cui in particolare il Mondo di Sopra e il Mondo di Sotto. Sembra che gli Inca si siano basati, per costruire il loro calendario, su di un calendario luni-solare composto da “mesi” o lune, utilizzato nelle ragioni andine fin da prima della conquista Inca.
Il calendario incaico contemplava dodici mesi o lune che venivano corretti con l’anno solare sulla base di osservazioni dei momenti più significativi del percorso del sole, come i solstizi, gli equinozi, lo zenit e il nadir, cui si aggiungeva l’osservazione delle Pleiadi: quando queste apparivano in cielo, a fine maggio-primi di giugno, marcavano l’inizio dell’anno incaico nonché quello della stagione asciutta, invece, quando esse erano al culmine, segnavano l’inizio della stagione umida.


La stagione arida o invernale
La stagione arida o invernale marca l’inizio dell’anno cerimoniale di Cuzco.

Primo Mese (maggio-giugno). Dalla fine di maggio al solstizio di giugno. In questo mese si celebrava la nascita del nuovo anno e la presenza delle pleiadi in cielo, inoltre si festeggiavano gli antenati mitici femminili dei lignaggi andini nonché l’immagazzinamento del raccolto. La festa più grande era l’Inti Raymi, cioè la festa del sole appena nato, come indicato dal fatto che l’astro ha, in questo tempo dell’anno, nell’emisfero sud poca forza. L’Inca salutava con grande solennità il Sole bambino: gli offriva sacrifici che venivano effettuati assieme a grandi mangiate e bevute comunitarie con il popolo. Durante questo mese i funzionari dell’Inca prendevano nota della produzione agricola e di bestiame dell’Impero.

Secondo Mese (giugno-luglio). Dal solstizio di giugno fino verso la fine del nostro mese di luglio. Si preparava il terreno per la semina e si effettuavano le nuove ripartizioni del terreno nell’ambito dell’ayllu. Si facevano sacrifici sulle piazze di cento lama rossicci e di mille porcellini d’india chiedendo che né il sole né l’acqua danneggiassero le seminagioni. Inoltre si concimava la terra e si delimitava con pali la zone da seminare, il che scandiva l’inizio del rapporto uomo-terra.

Terzo Mese (luglio-agosto). Dalla fine di luglio al passaggio del Sole per il nadir in agosto. Marca l’inizio dell’anno agricolo di Cuzco. Si apre la terra col lavoro comunitario detto minga, durante il quale, oltre a lavorare si bevevo chicca, si mangiava e si cantava l’Haylli, cioè la canzone per ottenere un buon raccolto. In alcuni luoghi sacrificavano alla terra uno dei propri figli.

Quarto Mese (agosto-settembre).

Dalla fine di agosto all’equinozio di settembre. Purificazione degli uomini e di tutto il territorio per affrontare le molte fatiche che la terra richiede in questo periodo dell’anno, cioè la semina e il riassetto o costruzione dei canali d’irrigazione. Questo mese era dedicato a Viracocha, al Sole, al Tuono e alla Luna, regina del cielo e sposa del sole. Era un momento allegro dell’anno: questa unione simboleggiava la fertilità della terra che concepiva il raccolto che sarebbe stato immagazzinato nove mesi dopo.

Quinto Mese (settembre-ottobre). Dall’equinozio di settembre fino al secondo passaggio del sole per lo zenit il 20 di ottobre. Si facevano cerimonie, preghiere e sacrifici affinché venisse la pioggia e tra l’altro si sacrificavano cento lama bianchi agli dei. Venivano legati i cani e lasciati senza cibo affinché latrassero e piangessero; in tal modo si riteneva che aiutassero uomini e donne i quali, assieme ai bambini, ai vecchi, agli ammalati e agli storpi, si lamentavano e invocavano la pioggia.

Sesto mese (ottobre-novembre). Dalla fine del mese di ottobre al culmine delle Pleiadi verso la fine del nostro mese di novembre. Era il mese dedicato al culto dei defunti i quali in cambio, avrebbero aiutato i vivi intercedendo per l’arrivo della pioggia. A tale scopo si effettuavano cacciagione offerte di cervi agli antenati. Le mummie dei defunti erano condotte di casa in casa, ricevevano offerte di cibo, oro, argento, alimenti e bevande mentre i loro parenti andavano cantando e ballando con le mummie stesse. Era raccomandata l’attività sessuale perchè si riteneva che contribuisse alla fertilità della terra. In questo mese i funzionari dell’Inca facevano il censimento e sceglievano coloro che sarebbero partiti militari o sarebbero stati comandati ad altri incarichi. Era anche il momento in cui le fanciulle entravano nella casa delle vergini del Sole, ma anche il tempo dei riti di pubertà. Si preparavano vestiti, ornamenti, e cibi per i riti del mese prossimo.


La stagione umida o estiva

Primo Mese (novembre-dicembre). Dal culmine delle Pleiadi, verso la fine di novembre al solstizio estivo, cioè dicembre. Le pleiadi sono al massimo delle loro forze, sono visibili tutta la notte. I giovani vengono iniziati, dopodiché partecipano a corse rituali ma anche ludiche, ricevano gli abiti e gli ornamenti che indicano i loro nuovi ranghi. E’ il mese del solstizio, quello cioè in cui essendo il Sole al massimo delle sue forze e il giorno più lungo, si celebrava la grande festa in onore del Sole.

Secondo Mese (dicembre-gennaio). Dal solstizio alla fine di gennaio. Era il mese delle penitenze e dei digiuni.

Terzo mese (gennaio-febbraio). Dalla fine di gennaio alla fine di febbraio, quando cioè il sole passava attraverso lo zenit. Era finalmente arrivato il tempo umido, c’era abbondanza di fiori e verdure mentre scarseggiavano ancora gli altri alimenti.

Quarto mese (febbraio-marzo). Dalla fine di febbraio all’equinozio di marzo. Scambi tra gli uomini e i loro antenati mitici. Era il mese in cui cominciavano a maturare le messi e il bestiame ad ingrassare. Si facevano sacrifici di lama neri alle divinità e si digiunava. Nel momento della scomparsa delle Pleiadi, che segna la fine delle grandi piogge, si salutavano gli antenati offrendo loro cibi, bevande, coca, indumenti.

Quinto mese (marzo-aprile). Dall’equinozio di marzo al passaggio del sole attraverso il nadir, verso la fine di aprile. Era questo il mese in cui l’Inca dava le sue feste, che consistevano in danze, canti e grandi mangiate, inoltre offriva sacrifici al Padre Sole e alle altre divinità. In questo mese si perforavano le orecchie ai giovani della nobiltà che indossavano quindi per la prima volta gli orecchini simbolo del loro rango.

Sesto Mese (aprile-maggio). Dalla fine del mese di aprile alla fine del mese di maggio; è il mese del raccolto. A ringraziamento si sacrificavano agli dei lama di tutti i colori e si celebravano grandi feste. Verso la fine del mese, quando cominciavano a riapparire le Pleiadi, si festeggiavano gli antenati mitici maschili dei lignaggi andini con cacce e offerte di cervi.

fonte: Progetto Saecula