ll secondo e il terzo mito di Garcilaso

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ll secondo e il terzo mito di Garcilaso

a cura di Barbara Nanni
 
 
Il secondo mito che riferisce Garcilaso si riallaccia e probabilmente deriva da quello dei quattro Viracocha narrato da vari cronisti, fra cui Sarmiento e Molina.
“Un’altra favola racconta la gente comune del Perù circa l’origine dei suoi re Inca e lo fanno gli indiani che abitano a mezzogiorno del Cuzco, nel cosiddetto Collasuyu, e quelli a Ponente, nel cosiddetto Cuntisuyu. Dicono costoro che finito il diluvio, del quale non sanno dare altra notizia, se non che vi fu, le acque si ritirarono e comparve un uomo a Tiahuanaco, che di trova a mezzogiorno di Cuzco, il quale era così forte che spezzò il mondo in quattro parti, assegnandole a quattro uomini che chiamò Re. Il primo aveva nome Manco Capac, il secondo Colla il terzo Tocay e il quarto Tinahua. Dicono che a manco Capac assegnò la parte settentrionale e a Colla la parte meridionale; al terzo Tocay assegnò la parte a levante e al quarto Tinahua quella di ponente e ordinò loro che se ne stesse ognuno nel suo distretto e conquistasse e governasse la gente che vi si trovava.
Non sanno dire però se il diluvio aveva affogato gli indiani e se questi fossero poi rinati per essere conquistati e indottrinati ed è tutto quanto dicono di quei tempi. Sostengono che la suddetta divisione del modo ebbe luogo dopo quella che gli Inca fecero del proprio regno, chiamato Tahuantinsuyo, dicono che Manco Capac si spinse fino a nord e giunse alla valle del Cuzco e fondò quella città e assoggettò le genti vicine e le addottrinò. Da quel momento dicono di Manco Capac suppergiù quello che ne abbiamo detto noi, e che i re Incas ne discendono, ma non sanno dire che ne sia stato degli altri tre re.
Un terzo mito sull’origine degli Inca è riferito per sommi capi da Garcilaso. Questo trova riscontro in numerosi altri cronisti.
“Ha corso anche un’altra visione di questa, simile alla precedente, ed è propria degli indiani che vivono a levante e a settentrione della città di Cuzco. Dicono costoro che al principio del mondo uscirono da certi pertugi di certe rocce che si trovano vicino alla città in un sito che si chiama Paucartampu, quattro uomini e quattro donne, tutti fratelli che vennero fuori dal pertugio posto in mezzo, perché ce ne sono tre, e il centrale lo chiamarono pertugio reale. Il primo fratello lo chiamarono Manco Capac e sua mamma Mama Occlo. Dicono che egli fondò la città e la denominò Cuzco, voce che nella lingua degli Inca significa ombelico. Il secondo fratello lo chiamarono Ayar Cachi, il terzo Ayar Uchu, il quarto Ayar Sauca.
Nel ciclo degli Ayar, nome generico che, probabilmente corrisponde al ceppo di una pianta, i nomi propri dei quattro fratelli, forse indicano quattro funzioni dello stesso personaggio.
L’azione dei quattro fratelli pur culminando con l’azione politica di Manco Capac, vede la collaborazione dei quattro fratelli, il che, per la simbologia connessa con il numero quattro nell’ambito della cosmologia andina, significa che l’universo intero collaborò all’insediamento a Cuzco del capostipite della dinastia Inca.

 

fonte: Progetto Saecula