Miti sull’origine dell’universo

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Miti sull’origine dell’universo

a cura di Barbara Nanni

 

Per tentare di spiegarci le posizioni del passato e del futuro rispetto al centro, osserviamo la geografia andina, facendo riferimento a quello che è considerato il centro per eccellenza, cioè il lago Titicaca.
Secondo vari cronisti, il lago Titicaca sarebbe all’origine della creazione: il sole, la luna e le stelle sarebbero usciti proprio dal lago Titicaca, in seguito ad una grande capovolta, l’Uno Pachacuti, che si sarebbe manifestata con un gran diluvio, dovuto all’unione di tutte le acque. Al ritirarsi delle acque, narra il mito si andò scoprendo la terra mentre si formavano lagune, fiumi e il mare, unità acquatiche tutte unificate dentro al concetto di Mama Qocha, la madre di tutte la acque.
Lo stesso dio creatore Viracocha, sarebbe uscito da questo lago e, dopo aver compiuto gli altri suoi riti creativi, avrebbe iniziato un lungo viaggio verso il mare, entro il quale sarebbe sparito. Anche l’organizzazione sociale andina sarebbe stata impartita da Viracocha, infatti avrebbe completato la sua creazione facendo un plastico in cui erano rappresentate tutte le nazioni della terra, dipingendo persino il vestito che ciascuna di esse avrebbe dovuto indossare e il modo in cui avrebbero dovuto portare i capelli. Dopo aver terminato di fare le nazioni in argilla, dette agli uomini un’anima e un corpo, gli comandò di uscire da dove erano rintanati, così alcuni uscirono dalle caverne, altri dalle montagne e altri dagli alberi. Usciti cominciarono a moltiplicarsi e trasformarono i luoghi in cui erano apparsi in “Huacas” e templi in memoria dell’inizio del loro lignaggio.
Esiste anche un’altra interpretazione della cosmologia andina, interessante perché ci offre una visione organica dell’insieme.
Lo spirito supremo è Viracocha, il cui nome significa “acque sacre”. L’inizio è lo spirito supremo, chiamato Sapan Kamaq ossia ordinatore dell’universo. Tutto l’universo fu creato da Sapan Kamaq con un soffio. Questo soffio, Samay, fu l’atto della creazione. Il Samay si ripete, simbolicamente ogni qualvolta si fanno offerte allo spirito della montagna: l’officiante infatti soffia su tre foglie di coca. Anche il contadino, prima di qualsiasi attività di una certa importanza, soffia sulla sua offerta.
Il nome completo dello Spirito Supremo è: Apu K’on Teqsi Viracocha, il fondamento di tutto. Analizzando i termini che compongono il suo nome, si chiarisce il significato.

  • Apu: dio, spirito.
  • K’on: energia che fluisce, luce energetica.
  • Teqsi: fondamento, base, sostegno.
  • Viracocha: il principio delle acque sacre.

  • Tutto l’universo esiste perché l’ha creato Viracocha e l’universo non è altro che Viracocha stesso. All’interno di Viracocha, ossia nell’universo stesso, si trovano una serie di Spiriti. Tanto maggiore è la lontananza dal Sole di un pianeta tanto più grande si considera lo sviluppo spirituale di coloro che vi abitano. Quando una persona nasce sul nostro pianeta tanto più grande si considera lo sviluppo spirituale di coloro che vi abitano. Alla sua morte, una sua parte andrà verso la Luna, ma tutto il resto andrà verso il Sole. Se qualcuno volesse tornare sulla terra potrebbe farlo solo se il suo grado di evoluzione spirituale è progredito rinascerà su un altro pianeta con un grado spirituale più alto. Quando un essere ha compiuto i suoi cicli su tutti i pianeti che stanno attorno ala Sole, si fonde con lui, dopo di che continua ad evolversi su un’altra stella. L’evoluzione prosegue per migliaia di cicli, fino al momento in cui ci si riesce a fondere con lo Spirito Supremo, Apu K’on Teqsi Viracocha.
    Parlare dell’universo andino significa parlare di Kay PachaHanan Pacha, il Cielo e di Uku Pacha, il submondo. Ognuno di questi mondi è abitato da una quantità di esseri viventi. Anche l’uomo sperimenta questa divisione nella concezione dei tre piani dell’esistenza:
    • Hanan Pacha: uomini morti, spirale di sviluppo spirituale;
    • Kay Pacha: uomini nati, spirale di involuzione spirituale;
    • Uku Pacha: uomini non ancora nati.

     

    Il germe della vita sta in Uku Pacha, nasce dall’ovulo fecondato nella donna come il seme che cade nel solco del campo e poi esce all’esterno. La morte è la strada per un’altra vita; allo stesso modo, quando l’autunno arriva, la pianta inaridisce, il grano si addormenta fino alla prossima esistenza. Morendo l’involucro corporale si dissolve, poi si dissolve l’una (anima) e infine, indistruttibile e incorruttibile, resta il kay (spirito) che dopo aver espiato le sue colpe va fino al regno dei Ruwal. Ma il corpo torna alla Pachamama, alla Madre Terra.
    Secondo i principi religiosi, i buono andranno in cielo o regno del Padre Sole, il Regno della Eterna Luce e dell’Eterno Splendore. Se vi furono colpe, saranno purgate secondo la gravità in Upa Marka (regno del silenzio), in Uku Pacha (l’interno della terra, regno delle tenebre o della luna oscura), in Purum Llaqta (regno del deserto) e in Rit’i Tiway (sede delle nevi eterne). L’anima resterà in uno di questi luoghi fino a che lo spirito si sia pulito.
    Anche dentro di noi siamo tre in uno, in una costante interazione. Ogni vita è sempre la continuazione di un’altra che l’ha proceduta; ognuno nascendo ha un proprio destino segnato; nasce in un giorno stabilito per poi morire in un giorno ugualmente stabilito.
    Parlando di Hanan Pacha si intende il cielo vicino, dove abitano gli Apu e gli Auki, gli Spiriti eletti chiamati Rur Michiq, che significa pastori di “uomini”. Abitano sulle alture terrestri e più alta è la montagna, più alta è l’elevazione spirituale. Più lontani abitano spiriti come il Pachamama, lo spirito della terra e Qochamama, lo spirito del mare. Pachamama e Qochamama sono spiriti vicino agli uomini, mentre il Pachayachachi (detto anche Ruwal) è uno spirito celeste che abita sul nostro pianeta, ingloba tutti gli spiriti della terra e ne è il capo.
    Nel Kay Pacha, ossia l’habitat terrestre, non vive solamente l’uomo ma anche i Taqsa, i Waqsa, i Waroqllo, spiriti elementari della terra, del fuoco e dell’aria.
    Molto più giù del Kay Pacha, nel mondo sotterraneo, vivono una serie di spiriti elementari che si intrecciano con il Kay Pacha: il Supay, il Saqra e altri che a volte recano molestia ai viventi.

    fonte: Progetto Saecula